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Film guerra vietnam roulette russa

Film guerra vietnam roulette russa

Ne deriva una pellicola densa di dettagli accurati, devota ai luoghi e ai corpi degli attori, capace di acuta osservazione e crudele realismo. Qualcosa di impensabile oggi, dove il cinema, soprattutto quello destinato al grande pubblico — e Il cacciatore lo era — si sente sempre in dovere di spiegare tutto e connotare nettamente i personaggi: E insieme a loro Cimino si espone alle ambiguità, qui come nel corso della sua intera carriera, con un toccante candore.

Esemplare in tal senso è la presentazione dei protagonisti, cinque operai della cittadina di Clairton in Pennsylvania: Inoltre, nonostante questa prima porzione del film possa apparire digressiva, rientra invece in una struttura dal ferreo rigore che supera e al tempo stesso ingloba la portata romanzesca del racconto. Il film si compone infatti di cinque capitoli che vedono una durata decrescente e una contrazione del numero dei personaggi: Tutto si contrae progressivamente in Il cacciatore: Ed è proprio il senso di perdita — le tre reclute perdono tutte qualcosa: Proprio per questo, Nick continuerà poi a sfidarlo quel destino, esibendosi ogni sera nella roulette russa a Saigon, e questa sfida si farà per lui atroce dipendenza.

E tante giovani reclute avrebbe ancora lasciato morire. Il cacciatore , tra le tante, altre cose, è dunque anche un racconto di formazione, quella di un giovane uomo, il Michael incarnato da De Niro che, abbandonando le proprie certezze e illusioni diventa definitivamente adulto, anzi, che la guerra costringe a un salto brusco dalle infinite possibilità di una vitale giovinezza fino alla vecchiaia più remota e prossima alla morte.

Sono inoltre numerosi i rituali messi in scena nel film, la guerra stessa è un rito iniziatorio, il più crudele, a cui la Patria sottopone i propri giovani. E naturalmente è un rituale anche la roulette russa, una prova di coraggio dal carattere tristemente iniziatorio. Poi ci sono il matrimonio, la festa, la caccia, infine il funerale. Quella de Il cacciatore è una visione che è giusto condividere, magari in piazza, come proposto da Il Cinema Ritrovato di Bologna, per non restare soli di fronte a una visione dolorosa alla quale ci si sottopone proprio come ad un rituale collettivo, ignare creature esposte al destino, sul crinale di una montagna, oltre il quale non è dato sapere cosa ci sia.

Grazie anche al lavoro fatto sulla luce e sul colore da Vilmos Zsigmond, il paesaggio diviene materico e fisico, dove il sentimento umano è trasposto e interagisce con l'ambiente, e i personaggi si muovono all'interno di una messa in quadro sempre coerente con la loro evoluzione psicologica e la diegesi. Le due sequenze della caccia, ad esempio, trasmettono il senso di infinito e solitudine con colori dalle tonalità fredde e chiare, tutte virate sul bianco e il verde delle montagne, l'azzurro chiaro del cielo.

Il sentimento di libertà di scelta e di conoscenza dell'uomo, immerso nella natura, risalta ed è potenziato da campi lunghi e medi ariosi ed eleganti. Le sequenze interne - la fabbrica, il pub, la chiesa, il salone delle feste, i locali di Saigon e le strade riprese in notturna - virano invece su tonalità cupe, scure, con improvvisi scoppi di colore l'arancione del metallo in fusione nella fabbrica; il bianco dei vestiti delle donne alle festa; le camice bianche e la fascia rossa nelle bische della roulette russa , alternando sentimenti di festa a drammi personali e fatica fisica.

Il tutto giocato con movimenti della macchina da presa in piani sequenza ristretti e una gestione articolata e complessa del set il matrimonio nella prima parte, appunto oppure da primi e primissimi piani, drammaturgicamente intensi, messi in serie con campi e controcampi lenti e pensati nel resto del film. Le sequenze della guerra invece hanno una fotografia virata su colori sporchi, girate con uno stile falso documentaristico, in un grande sforzo mimetico di forma e contenuto il Vietnam è la Thailandia, Saigon è Bangkok; ma anche l'inverno in Pennsylvania è in realtà l'estate; le montagne fuori dal villaggio di Clairton sono fotografate nelle regioni delle Cascate al confine con il Canada , dove la precisione della messa in quadro diviene essenziale per la riuscita dell'opera e la trasformazione dalla realtà alla finzione cinematografica.

Le opere di John Ford, Akira Kurosawa e Luchino Visconti sono le fonti ispiratrici esplicite di Cimino, da cui ruba e rielabora come solo i grandi artisti sanno fare, mutuandone uno stile all'interno di un cinema classico, ma legato a temi moderni e personali. La caratteristica estetica peculiare del regista italoamericano è proprio nella capacità di mettere in quadro e gestire il genius loci: Cimino ha fortemente voluto creare il mondo de "Il cacciatore" a sua immagine e somiglianza, secondo la sua sensibilità artistica, rincorrendo un sogno di creazione drammatica a discapito della produzione che aveva paura di tutto, combattendo scena per scena, frame per frame, per fare il film che aveva negli occhi "Tagliavo quello che volevano e di notte ce lo rimettevo, è stata una vera guerra" afferma in una sua intervista pubblicata su "Positif" nell'aprile del ' Prodromi di quello che sarebbe successo con "I cancelli del cielo" e di tutti i suoi film a seguire.

Mike, Nick e Steven sono amici da tempo e lavorano in un'acciaieria di Clayton, Pennsylvania, e nel tempo libero cacciano cervi. Sono richiamati sotto le armi per essere spediti al fronte vietnamita, ma prima tutti gli amici partecipano al matrimonio tra Steven e Angela. In Vietnam i tre amici scoprono ben presto la crudeltà della guerra e riescono a fuggire da una brutale prigionia.

Mike riesce a salvarsi; Steven è in un ospedale mutilato e infermo, mentre Nick diserta e si fa fagocitare dagli organizzatori della roulette russa a Saigon. Approfondimenti Festival Incontri. Il cacciatore. Il cacciatore di Michael Cimino drammatico, bellico Usa Come accennato in apertura, il primo film a cambiare letteralmente le carte in tavola — e ad entrare per questo nella storia dei film di guerra — fu Il cacciatore di Michael Cimino. I protagonisti erano tre amici appartenenti a una comunità di immigrati russi della Pennsylvania, appassionati di caccia al cervo.

Quando partivano per il Vietnam finivano per essere catturati dai vietcong, che li costringevano al terribile gioco della roulette russa. Alla fine riuscivano a salvarsi, ma non a reinserirsi nella vita civile. Il film vedeva la partecipazione di un cast di attori allora molto giovani e non ancora affermati, ma destinati a un clamoroso successo. Il protagonista era Robert De Niro , alla sua seconda nomination come miglior attore protagonista dopo Taxi Driver. Attorno a lui gravitavano Meryl Streep, al suo secondo film, Christopher Walken — premiato come miglior attore non protagonista agli Oscar — e John Savage. Un film che, nonostante fosse ambientato appena pochi anni prima della sua uscita, si ispirava in realtà a un libro di inizio secolo, Cuore di tenebra di Joseph Conrad.

La storia era infatti una sorta di attualizzazione del racconto dello scrittore inglese. Nel il capitano Willard viene incaricato di inoltrarsi nella giungla cambogiana per recuperare il colonnello Kurtz, membro dei Berretti verdi che ha disertato e che ha costruito un suo esercito personale. Tra tutti i registi che si sono occupati della guerra del Vietnam, quello più coinvolto a livello personale è stato Oliver Stone.

In particolare, si trova coinvolto in una strage ordinata dal suo sergente, che poi finirà per rendersi responsabile della morte anche di un altro soldato intenzionato a denunciarlo. Questo porta Chris a comprendere che la guerra non è in realtà contro i vietcong, ma contro la parte oscura della stessa America, contro il lato malvagio di sé. Nel cast figuravano vari giovani destinati a una fulgida carriera: La pellicola è divisa in due parti tra loro molto diverse, ma ugualmente emblematiche.

Il cacciatore - Cinematografo

Ecco i film che hanno parlato della guerra del Vietnam. finivano per essere catturati dai vietcong, che li costringevano al terribile gioco della roulette russa. Elenco, recensioni, critica, trailer, dvd dei film con Po Pao Pee. Tre ragazzi della Pennsylvania vanno alla guerra (nel Vietnam). la vita in un assurdo gioco della roulette russa (una pallottola sola in canna, ogni sera un avversario diverso ). Tante scene indimenticabili, come la roulette russa e la caccia al cervo. (The Deer Hunter, ) non è un film sulla guerra del Vietnam. "Il cacciatore" è un film sulla guerra del Vietnam, sull'amicizia, sulla costretti alla roulette russa; la loro fuga e perdita di vista; il ricovero di. Sono stati chiamati alle armi e stanno per recarsi in Vietnam. si imbosca a Saigon dove gioca clandestinamente nella roulette-russa, gara di Michael Cimino, senza dubbio il migliore tra i troppi film sul Vietnam. Le terribili pagine di guerra si alternano a dolci sequenze di pace, in un contrasto che lascia senza fiato. Nell'ultimo duello alla roulette russa tra i due amici si dispiega Sono inoltre numerosi i rituali messi in scena nel film, la guerra Wood, Robin, Hollywood from Vietnam to Reagan, New York, Columbia University, Info. Il cacciatore (The Deer Hunter) è un film del diretto da Michael Cimino. Sebbene non sia propriamente un film di guerra, è ritenuto uno dei più I primi tre sono in procinto di partire per il Vietnam e uno di loro, Steven, il più timido e Vengono costretti a partecipare alla tortura della roulette russa mentre i carcerieri .

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